© 2009 Il Sole d'Italia S.A. de C.V. , società costituita in Messico con sede a Playa del Carmen.
Spigolature
di Adalberto Cortesi *
Se il nostro pianeta si potesse ridurre ad un villaggetto di esattamente 100 abitanti (rispettando tutte le propor-
zioni), ecco cosa risulterebbe: 57 sarebbero asiatici, 21 europei, 8 africani e 4 americani (nord e sud); 52
sarebbero donne, 48 uomini, 30 di razza bianca, 70 di altre razze; 30 sarebbero cristiani e 70 di altre professioni
religiose; 89 eterosessuali e 11 omosessuali; 6 individui sarebbero detentori del 59% della ricchezza del villaggio
mentre 80 vivrebbero in condizioni sub-umane; 70 sarebbero analfabeti, 50 denutriti, 1 sarebbe moribondo, 1
bambino starebbe per nascere e solo 1 individuo avrebbe educazione universitaria.Mi domando: il mondo che in
un prossimo futuro sarà il risultato della attuale crisi economica, sarà meno ingiusto del mondo di ieri?
A noi l’ardua sentenza.
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Ricerca e brevetti. E’ un binomio che cammina unito in molti paesi del mondo, a cominciare dagli Usa, ma che in
Italia non funziona. Per dare un'idea, eccovi le percentuali (sui rispettivi Pil) destinate a ricerca e sviluppo, in vari
Paesi: Svezia 3,70  - Usa 2,64 - Germania 2,29 - Francia 2,18 - Olanda 2,04 - Gran Bretagna 1,83 - Italia 0,9. Il
caso di Mauro Ferrari, ricercatore all' M.D.Anderson di Houston, Texas, é triste quanto tipico: laureato in
matematica all'università di Padova, oggi 50enne, ha lavorato prima al National Cancer Institute di Bethesda,
trasferendosi poi in Texas. Nella sua équipe ci sono altri 12 ricercatori italiani. L'universitá del Texas gli ha messo
a disposizione 21milioni di dollari da utilizzare per le sue ricerche sulle nanotecnologie, utili a combattere il cancro.
Per la cronaca, Mauro Ferrari è considerato il padre della nanomedicina nel mondo. (Simona Ravizza, Corsera)
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Qualità di vita nelle città italiane. Secondo il solito studio realizzato per il 2008, che analizza ambiente, servizi,
criminalità, affari e lavoro, tempo libero e disagi, ai primi cinque posti troviamo Siena, Trento, Bolzano, Aosta e
Ravenna mentre le peggiori sono Agrigento, Enna Napoli, Taranto e Cosenza.  Milano è al 31o posto, Torino al
50o,  Roma al 29o.  (Corsera)
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Le auto blu in Italia. Secondo uno studio dell’Associazione contribuenti italiani, le auto blu in circolazione in
Italia, al servizio di Stato, Regioni, Province, Comuni, Municipalità, Asl ecc. ammonterebbero a 607.918 unità. L’
Italia è largamente prima in classifica, seguita dagli Usa 75 mila, Francia con 64 mila e Germania con 53 mila.
febbraio 2009
La Terra in miniatura
*  Industriale italiano, ecologo ed etologo dilettante.