In vino veritas
di Lucio Ingenito *                                                                 * Sommelier
Ogni tipo di uva varietale ha il suo carattere e la sua personalità: ha bisogno di un luogo dove meglio si adatta e dove
esprime il suo massimo carisma. Un po’ come noi esseri umani. Vivere in un luogo che non ci piace e svolgere un lavoro
che non ci soddisfa, come ci farebbe sentire? Sicuramente male, proprio come accade ad alcune uve: quando sono
piantate in luoghi non congeniali, stentano ad ambientarsi e a esprimere le loro potenzialità, a volte perdendo aromi e
profumi unici e inconfondibili.
Negli ultimi 30 anni l’enologia mondiale ha studiato a fondo questo tema e noi Italiani ne abbiamo fatto un po’ la nostra
bandiera con la valorizzazione e la riscoperta di vitigni «autoctoni» (ne abbiamo parlato su Il Sole d’Italia alcuni numeri fa).
Si tratta di vitigni presenti in un luogo da decenni, a volte da secoli, che esprimono il massimo delle loro caratteristiche
varietali proprio nella loro area geografica d’origine. Proviamo allora a pensare e a giocare un po’ con questo tema. Perché
ognuno di noi, a secondo del suo carattere e della sua personalità, potrebbe assomigliare a una di queste uve.

Cabernet Sauvignon. Di tutti è il più possente. Di grande personalitá e deciso, si ambienta con facilità in qualsiasi territorio,
dall’Europa al Sud Africa, dalla California al Cile e l’Argentina passando dal Messico. Un vero e proprio capitano, a volte
anche un po’ irriverente e presuntuoso, ma sempre una garanzia. Raramente fallisce e ogni grande enologo è costretto
almeno una volta a chiedere il suo aiuto. RASSICURANTE.
Pinot Noir. Vocato al clima continentale, abbastanza precoce ma capriccioso e mutevole negli esiti, è difficilmente adattabile
in aree diverse dalle sue origini: in Francia nella zona della Borgogna, Reims nella zona dello Champagne, nel nord Italia in
Alto Adige, in Europa Centrale, Austria e Germania. Uva varietale dalla buccia sottile, matura con facilità. Delicato e
sofferente al cambio di clima e di zona, riservato e affascinante, non è da tutti. Ma a chi lo ama, lui ricambia e non delude.
TIMIDO.

Syrah. Aristocratico e longevo, da sempre allevato nella vallata del Rodano in Francia, proveniente dalla remota Shiraz in
Persia. Ma non è da escludersi, come risulta da alcuni documenti e dal parere di alcuni esperti, che abbia la sua origine
nell’antica Siracusa. Squisito il suo aroma di viola e ciliegia matura. Speziato e allo stesso tempo esuberante, spicca la
liquirizia. Affascinante. Ogni volta è una sorpresa. MISTERIOSO.

Merlot. Morbido ed elegante come una bella donna che non passa inosservata. Dai profumi intensi, trasmette calore ed è
avvolgente al palato. Il più francese di tutti, si ambienta con abbastanza facilità, non proprio come il Cabernet Sauvignon
ma poco ci manca. Indubbiamente più discreto ed educato, dalle buone maniere. Teme la siccitá ed ha profumi complessi,
intensi e persistenti, spicca su tutto la frutta rossa e matura. In periodi di grande freddo è una bella compagnia e con piatti
di carne è un ottimo matrimonio. Sensuale e affascinante. È impossibile farne a meno. ELEGANTE.

Tutti queste uve varietali sono a bacca rossa, anche se con il Pinot Noir si ottengono a volte anche vini bianchi: il più
conosciuto è lo Champagne. Prossimamente proveremo a giocare anche con uve varietali a bacca bianca, nel frattempo
esercitatevi a capire non di che «pasta» siete, come noi italiani usiamo a volte dire, ma di che «uva» siete. Cin cin.
Dimmi di che uva sei
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Rassicuranti come il Cabernet o timidi come il Pinot Noir. Oppure misteriosi (Syrah)
ed eleganti (Merlot). Le caratteristiche dei vini varietali ricordano
i tratti del carattere umano. Vediamo allora di riconoscerci in una di queste personalità.
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