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Il Punto
(foto Mirko Dal Cin)
**Scrittrice, giornalista, specialista  in comunicazione corpomente
La tradizione dell’albero di Natale ha origini antiche, risale all’albero della vita nel giardino dell’Eden. Le sfere
simbolizzano i frutti dell’albero e le decorazioni le delizie di cui l’uomo godeva in quel paradiso. Le luci che lo
illuminano rappresentano la luce di Cristo e la stella in cima all’albero è quella di Betlemme che annuncia la
redenzione dell’umanità. L’abete è diventato un simbolo per celebrare il periodo natalizio. In molte religioni gli
alberi erano un ponte tra l’uomo e il divino, nel Messico precolombiano si considerava l’abete un albero sacro. Nel
VII secolo in Germania, un monaco chiamato Bonifacio riteneva che la forma triangolare degli abeti richiamassero
il concetto della santissima trinità. Seco-li dopo, Martin Lutero, mentre camminava in un bosco, rimase
impressionato dalla bellezza delle stelle che brillavano sopra gli alberi di abete coperti di neve. Decise quindi di
tagliare un albero, se lo portò a casa e lo decorò con candele, noci e mele per ricordare i doni che gli uomini
ricevettero quando nacque il figlio di Dio. Allestire e decorare  l’albero di Natale è diventata una  consuetudine
natalizia che dall’Europa si è sparsa nel resto del mondo.
La «flor de nochebuena» è riconosciuta come la stella del Natale. La pianta di origine messicana, che in lingua
nàhuatl si chiama «tlazòchitl», simbolizzava per gli atzechi il sangue dei sacrifici offerto al sole per mantenersi forti
e poderosi. Nel XVII secolo, un gruppo di monaci di Taxco raccolse i fiori per usarli come decoro per le feste
natalizie. I missionari la chiamarono così poiché fioriva in dicembre e prendeva quel suo speciale colore rosso. Nel
secolo XIX, Joel Robert Poinsett, allora ambasciatore degli Stati Uniti in Messico in visita Taxco, vide queste belle
piante che adornano le chiese locali e ne rimase incantato. Poinsett portò con sé alcuni esemplari e ne invio altri
in Europa affinché venissero piantati. Fu così che le piante, diventate simbolo natalizio, furono scelte per
adornare la basilica di San Pietro a Roma nel Natale del 1899.
La storia di Babbo Natale ha origini molto antiche, risale a San Nicola di Bari. Nel XVII secolo, alcuni emigranti
olandesi sbarcati in America, portarono con sé il culto di San Nicola che loro chiamavano Sinter Klaas.
Washington Irving, un newyorkese amante delle tradizioni europee, scrisse allora una storia raccontando che San
Nicola, personaggio magico su di un cavallo volante, arrivava in America a dicembre con regali per i bambini. La
storia diventò molto popolare e Sinter Klaas si trasformò in Santa Claus. Nel 1823 venne pubblicato un poema in
cui Santa Claus veniva descritto come un personaggio allegro e bonaccione che volava su un carro tirato da
renne per portare giochi ai bambini. Viveva al Polo Nord e lavorava nel suo laboratorio per preparare i regali,
assistito da fedeli elfi.
Questa immagine di Santa Claus, che ha poco a che vedere con quella originale di San Nicola, ha avuto un
successo strepitoso al punto di espandersi in tutti il mondo. Nel Natale 1930 la  Coca-Cola, per la sua campagna
pubblicitaria, ridisegnò il personaggio di Santa Claus vestendolo con i colori del proprio marchio: il rosso e il
bianco. Babbo Natale da allora è diventato leggenda. Non c’è bimbo che non desideri veder passare Babbo
Natale e tanti di loro lasciano una ciotola di latte fuori dalla porta di casa per accoglierlo e vederlo arrivare col suo
inconfondibile abito bianco e rosso tutti. Con l’occasione auguro a tutti i lettori un sereno Natale e un luminoso
2009.
Curiosità natalizie
Il Sole d'Italia numero 79
16 dicembre 2008 -
15 gennaio 2009