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Viaggiare/ La Riviera Maya.

Messico, «dritte» e consigli per il turista

Parlano gli esperti dei tour operator italiani.
Anche quest’anno, malgrado la crisi economica, migliaia di italiani si riversano
sulle bianche spiagge dello stato di Quintana Roo. «Sette giorni ai Caraibi
costano meno di una settimana in Sardegna» sostengono i guru delle vacanze.

da Playa del Carmen

di Vito Taormina

Ma quale crisi economica?
Questa estate gli italiani non
rinunciano alla vacanza al
mare. Tanto più che sette
giorni nei Caraibi messicani
possono costare meno di una
settimana in Sardegna. Già.
«In Messico la costiera della
Riviera Maya offre da sempre
un buon rapporto qualità
prezzo» spiega Loredana
Cangiano, rappresentante in
Messico del tour operator
Kuoni «e adesso che l’euro si
è rafforzato, conviene ancora
di più. Un hotel a cinque stelle
può costare meno di 100 euro
al giorno. Un prezzo molto
inferiore rispetto ad altre
destinazioni come la Croazia,
la Grecia o la stessa
Sardegna».

C’è chi addirittura aspetta
un’offerta «last minute» per
acciuffare la vacanza in
Messico a prezzi ancora più
convenienti. «Ad agosto si
possono trovare pacchetti che
costano anche 700 euro»
sostiene Michela Rosa,
resident manager di Hotelplan
in Messico. Che però chiarisce:
«Ovviamente con queste cifre
non si trova un albergo a
cinque stelle, ma può essere
una buona occasione per
visitare la Riviera Maya».
Sono infatti circa 150 mila i
turisti italiani che ogni anno
trascorrono qualche giorno di
relax in questa costiera. Ecco
perché
Il Sole d’Italia ha
contattato i rappresentanti dei maggiori tour operator italiani. Grandi esperti di viaggi che
spiegano come trascorrere una vacanza indimenticabile. E che danno qualche utile «dritta» a
chi si appresta a partire per il Messico.

Gli itinerari turistici più popolari.

Roberta Palombini, chief resort di Alpitourworld in Messico, raccomanda: «Da non perdere
Chichen Itza, il sito archeologico  nominato fra le nuove meraviglie del mondo. Poi bisogna
visitare le rovine di Tulum, davvero particolari per la loro ambientazione a picco sul mare. Ma
ai turisti piace anche fare snorkeling lungo la barriera corallina. Un’altra particolarità dello
Yucatan sono i cenotes, affascinanti cisterne naturali d’acqua piovana. I turisti più giovani
infine preferiscono le serate pazze a Cancun: il Coco Bongo è la discoteca più famosa della
zona».

Federico Pernigo, capo area del gruppo Ventaglio, ricorda anche che, fuori dai villaggi turistici,
molti turisti italiani visitano la cittadina di Playa del Carmen. «Inoltre, nella Riviera Maya,
abbiamo ottimi riscontri per quanto riguarda le gite all’isola di Contoy, il parco Xcaret e la
biosfera di sian Kaan oltreché i vari siti archeologici. Circa l’80% dei nostri visitatori va a  
Chichen Itza. Un altro 20 % sceglie di visitare anche il Chiapas».

Simona Bonelli, responsabile di Eden Viaggi, sostiene che la costiera da Playa del Carmen a
Tulum è la più frequentata. «Ma piace tanto anche la parte interna» aggiunge «dove si
scoprono meraviglie spesso poco visitate. E’ un Messico un po’ più profondo, come il Chiapas
e la parte interna dello Yucatan. Sicuramente comunque sono le spiagge che attirano di più.
La biosfera di Sian Ka’an, ad esempio, è facilmente abbordabile ed è un vero angolo di
paradiso». Come conferma Salvatore Quindici, uno dei responsabili di Press Tours a Playa del
Carmen. «Sì, Sian Ka’an è una delle mete preferite dai turisti , così come Chichen itza, Tulum e
Coba».

I luoghi che restano più impressi.

Michela Rosa di Hotelplan indica Tulum come il luogo che resta più impresso nella memoria del
turista, «sia per il sito archeologico che per la bellezza del suo mare». Un’opinione condivisa
da Loredana Cangiano di Kuoni. «Ma anche i vari cenotes, con le loro stalattiti e stalagmiti,
lasciano letteralmente pietrificati i visitatori» aggiunge Simona Bonelli di Eden Viaggi mentre
Roberta Palombini di Alpitourworld racconta che «gli italiani adorano Playa del Carmen per la
sua Quinta Avenida, il percorso pedonale costellato di buoni ristoranti e bei negozi dove fare
shopping». Per Salvatore Quindici di Press Tours «agli italiani piacciono i parchi di Xcaret e
Xel-Ha, anche se l’ingresso è un po’ caro: rispettivamente 69 e 75 dollari. Un’altra esperienza
molto piacevole è la gita a Isla Mujeres in catamarano». Federico Pernigo di Ventaglio rileva
soddisfazione fra i turisti dopo la visita all’isola Contoy, «paradiso incontaminato dove oltre alle
spiagge bianche e finissime si possono ammirare diverse specie di uccelli».

Spiaggia, archeologia o escursioni?

«In linea di massima l’italiano preferisce restare il più possibile in spiaggia» spiega Loredana
Cangiano di Kuoni. «Dipende anche dai periodi dell’anno» aggiunge Michela Rosa di
Hotelplan «perché ad agosto, ad esempio, i viaggiatori arrivano piuttosto stanchi e quindi  
preferiscono rilassarsi all’interno della struttura alberghiera». Per Salvatore Quindici di Press
Tours, «la scelta è anche legata all’età. I più giovani di solito fanno solo mare. Chi viene in
coppia, o ha qualche annetto in più, si interessa di più alle escursioni e all’archeologia».
Già, l’archeologia. Federico Pernigo di Ventaglio sostiene che la visita alla piramide di Chichen
Itza diventa un po’ d’obbligo vista l’importanza del sito archeologico» ma ribadisce che «la
maggior parte dei turisti viene nella Riviera Maya per rilassarsi e stare in spiaggia».

Roberta Palombini di Alpitourworld afferma che «i più furbi e preparati capiscono che il
Messico ha da offrire davvero tanto e non si lasciano sfuggire l’opportunità, unica della vita, di
vivere le esperienze che solo uscendo dall’hotel si possono fare. Qualche esempio?  Nuotare
con le balene giganti, con le tartarughe o con i delfini. Oppure partecipare alle cerimonie degli
sciamani maya». Una tesi ripresa da Simona Bonelli di Eden Viaggi. Che afferma: «Dipende
anche dagli assistenti turistici trasmettere il feeling per il Messico. E’ un Paese che non è
dietro l’angolo e quindi è un peccato non approfittare per conoscerlo fino in fondo».

I commenti a fine vacanza.

«Se al turista è piaciuto l’hotel, alla fine è contento e la vacanza è stata quindi positiva»
afferma Michela Rosa di Hotelplan mentre Loredana Cangiano di Kuoni sostiene che «gli
italiani lasciano sempre commenti molto positivi sul Messico, sulla disponibilita delle persone,
sui luoghi e sulle strutture in generale».

Come conferma Federico Pernigo di Ventaglio, che indica «soddisfazione generale sia per il
clima che per lo stile di vita messicano». Roberta Palombini di Alpitourworld racconta: «Le frasi
che sentiamo più spesso in aeroporto sono: “Possiamo rimanere qui? Oppure “Facciamo
cambio: parti tu e io resto a fare il tuo lavoro in Messico”. Ovviamente questo atteggiamento
del viaggiatore ci rende felici e ci fa capire che siamo riusciti nel nostro obiettivo, ossia quello
di creare un bel ricordo e una esperienza indimenticabile. In fondo si va in vacanza per questo,
no?». Anche Salvatore Quindici di Press Tours sostiene che gli italiani rimangono sempre
contenti della Riviera Maya. Anche se «l’unico neo sono i commercianti che vendono
escursioni nelle bancarelle lungo la Quinta Avenida. Perché spesso si tratta di tours che non
corrispondono alla realtà». Simona Bonelli di Eden Viaggi dice che le frasi che sente di più
sono: «Questa vacanza è finita troppo presto», oppure: «Non vedo l’ora di tornare Messico».

«Dritte» per il turista in Messico.

Roberta Palombini di Alpitourworld stila sei punti: «1) attenti alle salsette verdi: non sono tutte
a base di avocado, ma possono essere di peperoncino superpiccante; 2) attenti ai sensi unici
che non sono segnalati: per tale motivo è facilissimo andare contro mano; 3) attenti ai
semafori collocati dopo gli incroci e non prima; 4) attenti quindi se siete al volante, considerate
anche di muovervi in taxi o in pullman; 5) non dimenticate di mettere in valigia un sacco di
sana pazienza perché qui la vita è presa alla leggera, nessuno corre ed è stressato. Se
saprete fare come loro, tornerete a casa più leggeri e sicuramente più rilassati; 6) la parola
“ahorita”, quando ve la diranno, non vuol dire “ora” o “subito”, ma è solitamente un lasso di
tempo variabile tra cinque minuti e un anno. E qui  ricorderete la cosa da non dimenticare di
mettere in valigia di cui al punto 5».

Michela Rosa di Hotelplan raccomanda di non dare peso alle notizie allarmistiche della tv sul
pericolo-uragani in Messico: «Tanti clienti che vengono ogni anno in Messico ci hanno detto
che quest’anno andranno in vacanza a Santo Domingo o in altre località dei Caraibi. Il
paradosso è che in questi posti le probabilità che arrivi un uragano sono le stesse, o
addirittura maggiori». D’accordo Loredana Cangiano di Kuoni: «Il riflesso che i media stanno
dando in Italia per il pericolo-uragani ci sta danneggiando».

Il consiglio di Federico Pernigo di Ventaglio è di «conoscere quello che è veramente il
Messico. Un Paese senza grandi rischi per il viaggiatore. Invece sui siti internet del governo
italiano viene dipinto come un Paese pericoloso, sia per gli uragani che per la violenza. La
verità è che in questa zona del Messico non c’è pericolo: si può viaggiare in auto, girare con
tour organizzati o anche per conto proprio, in autobus o comodi pullman».

Simona Bonelli consiglia ai turisti «intanto di rilassarsi perché arrivano tutti super stressati e,
abituati ai ritmi italiani. A volte quindi i viaggiatori italiani pretendono la stessa celerità di
servizio che qui spesso non si incontra per differenza di cultura. Bisogna dunque adattarsi ai
ritmi del Paese che si visita. Ecco: per una buona vacanza bisogna entrare nell’ottica che il
Messico è un Paese diverso dal nostro. Altri consigli? Quello classico, ma sempre utile: usare
le protezioni solari in spiaggia».

Muoversi con tour organizzati o spostarsi per conto proprio? Salvatore Quindici di Press Tours
afferma: «Il fai da te si può attuare tranquillamente. I pullman sono moderni e portano
dappertutto. Attenzione invece quando si comprano i tour. Bisogna assicurarsi che il venditore
sia autorizzato perché a volte nel tentativo di risparmiare si finisce per perdere più soldi. Il mio
consiglio è di comprare soltanto da fornitori ufficali che offrano esperienza, serietà. E con
guide turistiche che parlino veramente in italiano».

Capitolo auto a noleggio. «Anche in questo caso» conclude Salvatore Quindici di Press Tours
«meglio affidarsi a compagnie grandi e conosciute che hanno delle filiali in Italia per risolvere
eventuali contenziosi. E per evitare di scoprire che dopo qualche settimana la carta di credito
sia stata clonata».
Da Il Sole d'Italia numero 69   16 - 31  luglio 2008
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